La nuova legge elettorale approvata alla Camera dei Deputati, si attende l’approvazione definitiva del Senato.
Le principali novità:
La riforma si basa su un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto di 220 eletti alla Camera e 113 al Senato) per la coalizione o la lista che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi. Se nessuno arriva a questa percentuale, si procede con un proporzionale puro.
Liste bloccate in collegi plurinominali, mentre il premio di maggioranza è “diviso” in listini circoscrizionali, con i nomi indicati sulla scheda. Previsto l’obbligo della doppia candidatura nel listino e nel collegio.
Le soglie di sbarramento restano quelle del Rosatellum
Resterebbero, per l’ingresso delle liste in Parlamento, le soglie di sbarramento previste dal Rosatellum: il 10% per le coalizioni e il 3% per le liste con la novità del ripescaggio per il migliore coalizzato. Le liste sono composte da un massimo di sei candidati, con alternanza di genere. Nessuno dei due generi può inoltre essere rappresentato in misura superiore al 60% nelle posizioni di capolista.
Inserita una clausola che chiede alle liste o coalizioni di liste di indicare al momento del deposito del contrassegno il nome di chi si intende proporre al capo dello Stato come proprio candidato alla guida di Palazzo Chigi.
Voto Estero: riduzione dei collegi
Riduzione da 4 a 2 (Europa ed extra Ue) delle ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero per la Camera e da 4 a una sola area per il Senato.
Novità il voto dei fuori sede
La legge adesso prevede il permesso, attraverso l’iscrizione in un apposito albo, per chi è lontano dal proprio Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, di votare dove è temporaneamente domiciliato.
