Come candidato alla Camera dei
Deputati per la ripartizione estero Asia, Africa, Oceania e Antartide per
l’Italia dei Valori nella lista Civica Popolare la notte del 4 marzo 2018 mi
sono recato al seggio estero allestito a Castelnuovo di Porto, nel centro
logistico della Protezione Civile per assistere alle operazioni di spoglio.
Ho potuto rilevare personalmente
diverse situazioni anomale che minano la legittimità dei risultati del voto.
Le mie osservazioni, alcune
documentate attraverso fotografie, sono state acquisite dalla Questura di Roma
che ha avviato un’indagine penale per verificare le regolarità sul voto
all’estero.
La situazione che mi si è
presentata a Castelnuovo di Porto all’interno dei padiglioni era davvero molto
caotica, a partire dai controlli all’eccesso dei seggi molto superficiali fino
al personale non sufficiente per compiere lo spoglio.
Alcuni seggi, collocati in stanze
più appartate, sono stati lasciati totalmente incustoditi fino a tarda notte.
All’interno di queste stanze vi erano i sacchi contenenti le buste con le
schede elettorali votate dagli italiani residenti all’estero. In particolare,
il seggio n.1691 di cui ho scattato una fotografia, poteva essere agevolmente
manomesso in quanto situato in una stanza distante dalle altre in un corridoio
isolato dal resto degli altri seggi. Qualsiasi malintenzionato avrebbe potuto
sottrarre le schede, oppure aprirle e manometterle, compromettendo in questo
modo il voto.
Inoltre, durante la fase dello
spoglio sia io e sia i rappresentanti di lista abbiamo notato altre anomalie
ancora più preoccupanti.
Il voto all’estero per Camera e
Senato è un voto di preferenza, quindi l’elettore deve scrivere almeno il
cognome del candidato per votarlo, ebbene in un seggio i rappresentanti di
lista hanno rilevato sette schede votate palesemente dalla stessa mano,
riconoscibili ad occhio nudo, senza perizia calligrafica. In questa occasione
il presidente di seggio ha provveduto ad annullarle. È molto probabile che
un’operazione di controllo puntuale sul tratto e sulla grafia potrebbe far
emergere molti più casi di questo genere.
Osservando le schede elettorali
dei vari seggi, in uno appartenente all’Australia, ho notato che tutte le
schede avevano una tonalità differente, erano più lucide, quasi fossero una
stampa digitale e non tipografica. Il dubbio che mi sorge è che fossero schede
contraffatte, quindi non stampate dalla tipografia ufficiale e non votate dai
residenti all’estero, ma da qualcun altro per alterare il voto.
Sempre durante lo spoglio gli scrutatori
dei seggi non hanno adottato le procedure di controllo dei tagliandi che
certificano che la busta contenente le schede elettorali siano state votate da
un elettore realmente esistente e che non vi siano schede votate più volte.
Altro aspetto che ho segnalato è il non corretto utilizzo dei registri per
compiere lo spoglio per tracciare i voti di lista e le preferenze, infatti in
tutti i seggi del padiglione 2 della ripartizione AAOA, gli scrutatori
annotavano i voti e le preferenze prima nei fogli di brutta e poi li
trascrivevano nei verbali, generando in questo modo la possibilità di compiere
errori di trascrizione o di essere soggetti a manomissioni.
In questa tornata elettorale a
Castelnuovo di Porto si sono verificati gli stessi problemi già segnalati nelle
precedenti elezioni sia politiche che referendarie, non è stato fatto nulla per
migliorare le procedure di controllo e organizzative sia del voto e sia dello
spoglio.
Tutto questo è inaccettabile,
visto che sono anni che questo sistema presenta delle gravi carenze. Inoltre, a
distanza due mesi dalle elezioni, sul sito del Ministero dell’Interno non sono
stati pubblicati i dati definitivi dei voti di preferenza, pur essendo stati
proclamati gli eletti dalla Corte d’Appello del Lazio. Questa situazione è
davvero irrispettosa per chi ha partecipato alla competizione elettorale che ad
oggi non conosce il risultato finale e lo è ancor di più per i tanti italiani
all’estero che hanno votato e non si sa che fine abbiano fatto i loro voti.